venerdì 2 ottobre 2009

Slash7

Nembi in erezione preannunciavano piogge torrenziali di liquido seminale, fecondazioni involontarie terrorizzavano coloro che camminavano per i vicoli di Souzhou. Gli esperimenti di gravidanze parassitiche sulla popolazione maschile, spaventavano anche chi naturalmente non avrebbe potuto procreare.

Duplicazione dell'identico che non si può più evidenziare...identico a cosa se non al suo riflesso?

Macchine proiettavano illusorie scatole cinesi olografiche, matrioske senza un punto di arrivo e senza un punto di partenza, trompe l'oeil iperreali che si fondevano con l'ambiente circostante. Fiammeggianti appendici dei pensieri che si stagliavano nella rete comunicativa ideale, punti di contatto difficilmente raggiungibili, punti di contatto difficilmente intersecabili, piazze virtuali dove l'individualità si perdeva tra significanti comunicativi tutti uguali, tra significati che non sono raggiungibili e ormai non più necessari.


Sottovuoto, in una bolla di acqua e notte.
- Amiamo ciò che non ci fa pensare!Viviamo in una macelleria dove non succede niente...viviamo in una macelleria!

Così si concludeva la predica di Russel O'Connor, uno dei tanti predicatori che proliferavano a Souzhou dopo il collasso delle reti o, come lo chiamava qualcuno, "la verga del Signore".Josh si trovava nell'edificio adibito a chiesa effimera; i luoghi di culto cambiavano ogni settimana e quello selezionato, di volta in volta, veniva comunicato attraverso la "condivisione di spiritualità", una specie di rituale che permetteva ai fedeli di pensare in totale comunione con gli altri, sacerdoti compresi, condividendo ogni singola parvenza di pensiero con chiunque fosse presente nella chiesa in quel momento.

In molti si erano interrogati sul funzionamento di questo meccanismo; c'era chi affermava che si trattasse di un particolare gas con proprietà allucinogene a causare fenomeni di visioni collettive, ma la struttura scoperta, priva di tetto, di quest'ultima chiesa, faceva facilmente intuire come una sostanza volatile si sarebbe facilmente dispersa, rendendo poco probabile quel tipo di ipotesi.

- Impulsi luminosi ad alto potenziale ipnotico.

Un sussurro proveniente dalle spalle di Josh lo fece sussultare per un istante. Voltatosi repentinamente, si trovò faccia a faccia con un uomo di bassa statura, calvo e magro.
Gli occhi erano gonfi e rotondi, incassati dentro occhiaie nere e profonde. Accennando un sorriso l'uomo mise per un attimo in mostra i pochi denti che gli erano rimasti, che sembravano essere stati utilizzati per mordere un pezzo di cemento per anni, tanto erano rovinati ed all'apparenza instabili.

- La condivisione di spiritualità è ancora attiva? Pensavo che venisse spenta insieme alle macchine e agli ologrammi.

Disse Josh, osservando l'uomo di fronte a lui.

- Residui. Restano delle tracce per qualche minuto...gli ologrammi e tutto il resto del circo servono a distrarre la gente, i cosiddetti "fedeli".

- Ascoltami, vecchio: Ti rendi conto, in che cazzo di mondo viviamo? Rischiamo che uno dei parassiti liberati dal governo ci fecondi ogni volta che respiriamo, siamo pezzi di carne che serviranno soltanto per ospitare questa tanto decantata "nuova umanità". Non ci resta più niente, se non la fede. Se sei qui per raccontarmi la solita storiella dell'allucinazione collettiva, beh, te la puoi risparmiare.Io credo, non perchè non mi sia stata lasciata un'alternativa. Credo perchè...

- Non è paradossale cercare una motivazione alla propria fede?
- No, io credo perchè ogni domenica durante le funzioni posso vedere, posso sentire, posso perfino odorare tutto l'amore che Dio ci sta offrendo senza chiedere niente in cambio.
Quello che sentiamo qui non ha niente a che fare con un' allucinazione e della tua disillusione non sappiamo cosa farcene.
- La macelleria di cui parlava il prete...è qui.
- Si riferiva alla società edonistica che ci porta a cercare facili piaceri, vecchio. Tu invece di che parli?
- Brandelli di informazioni, liberi, senza più un contenitore. Pensieri di qualcuno, certo. Ma di chi?Aprire una breccia è difficile, ormai. L'indottrinamento sembra avere funzionato. Gli ologrammi, la temperatura elevata, gli impulsi luminosi ad alto potenziale ipnotico. Tutto serve a rendere il loro disegno qualcosa di concreto, tutto è necessario ed indispensabile per rendere l'organismo dei fedeli un habitat perfetto per i parassiti.Tutto ciò sarebbe inutile, però, senza la fede.Li stiamo aiutando, aiutando ad ucciderci, a sostituirci con la nuova umanità. Aspettiamo l'avvento dell'oltreumanesimo, lo aspettiamo per poter finalmente non dover aspettare più niente.A me non importa, io sono vecchio ormai.

La funzione era finita, e il sacerdote invitò tutti ad uscire dalla Chiesa, senza bisogno di comunicare il luogo nel quale avrebbero dovuto presentarsi la settimana successiva. L'oscurità calò sull'edificio mentre il tetto mobile si richiudeva, concludendo la cerimonia.Josh si distrasse un attimo dalla figura dell'uomo con il quale stava dialogando, osservando l'imponenza delle arcologie dell'edificio, che si intersecavano l'un l'altra dando vita ad un'archittetura peculiare, affascinante.Si voltò verso il suo interlocutore, ma questo sembrava essere scomparso, insieme a tutti gli altri.

- E' rimasto il tempo necessario per rovinarmi la giornata.

Pensò Josh, poi si passò il dorso della mano sulla fronte imperlata di sudore e sbuffò, come se si fosse liberato parzialmente da un peso, da un pensiero che lo stava assalendo mentre parlava con il vecchio.

05/01/2081Tosse secca, tremori, gonfiore addominale; occhi lucidi e pupille dilatate. La pelle aveva assunto un colore tendente al giallo, i denti stavano iniziando ad annerirsi, i capelli a cadere.Era passata una settimana dall'ultima messa alla quale Josh aveva partecipato, il giorno seguente ci sarebbe stata la prossima funzione religiosa e lui non aveva intenzione di mancare.Stava male, un'intossicazione forse, o forse il suo organismo stava nutrendo un ospite. Un brividò salì dalla spina dorsale raggiungendo il collo; aveva freddo, aveva paura.

06/01/2081Iniziò a vestirsi con più strati di indumenti uno sopra l'altro per cercare di combattere il freddo che sentiva arrivare fin dentro le ossa; si coprì la bocca con una sciarpa di lana sdrucita. Forse era infetto, non voleva rischiare di passare il morbo che lo stava piegando agli altri fedeli, ma d'altra parte non aveva intenzione di perdere la funzione prevista per il pomeriggio.La malattia si nutre di paura, la fede è l'unica cosa che può combatterla; o almeno questo è quello che gli avevano insegnato i suoi genitori, e prima ancora i suoi nonni. Si guardò per un'ultima volta allo specchio prima di uscire, poi, con gli occhi gonfi di lacrime e umori oltrepassò la porta del suo appartamento.La mano destra all'altezza dello stomaco, avvertì un movimento. La gestazione era molto rapida, sette/dieci giorni. Ne erano passati otto, la cosa stava crescendo, si muoveva, sembrava voler uscire.Dentro l'edificio adibito a luogo di culto le parole del vecchio incontrato la settimana precedente risuonavano nella mente di Josh.

- Possibile che tutto questo sia un trucco? Possibile che ci vogliano uccidere tutti? Per quale motivo, poi?

Il sacerdote sembrava fissarlo mentre recitava l'omelia, Josh cercò di distogliere lo sguardo più volte, pensando che fosse una sua perversa impressione, dettata dal suo stato di salute.

- Il Messia giungerà tra noi, molto presto. Aprite gli occhi, fedeli! Aprite voi stessi e accogliete il figlio di Dio, che non tarderà ad irradiarvi con la sua luce, con il suo amore.
Il vecchio che aveva parlato a Josh la settimana precedente si avvicinò di nuovo a lui, accostandosi all'orecchio dell'uomo:

- Di nuovo...ancora una volta...le persone dimenticano; io invece, per qualche motivo, riesco a ricordare tutti coloro che sono morti di fronte ai miei occhi, tutti i figli di Dio che sono nati...agli altri resta solo una sensazione di amore che rafforza la fede, la fede in questo lento ed innarrestabile genocidio. Siamo carne da macello e questo è il mattatoio.

Si accesero le macchine, le immagini olografiche iniziarono ad invadere l'edificio, la condivisione di spiritualità venne attivata.Josh sentì un forte dolore al petto, poi tossì. Uno sbocco di sangue raggiunse rapidamente il pavimento, lui si accasciò al suolo, stringendo l'addome con le mani. Sentiva qualcosa premere, con una forza che non pensava potesse esistere.
Resistere era impossibile, il sangue continuava a sgorgare fuori dalla bocca come un fiume di lava dalle pendici di un vulcano in eruzione. La vista si stava annebbiando, non riusciva quasi più a respirare.Un fascio di luce, come un occhio di bue usato nei teatri, si accese su di lui, mentre il sacerdote sembrava essere in uno stato di trance mistico mentre urlava:

-Accoglietelo, accogliete il figlio di Dio e apritevi al suo amore! Dio vi ama, vuole comunicare con voi attraverso una sua proiezione terrena! Avete la fortuna di poter assistere alla nascita del Messia che da tanto tempo stavamo aspettando, allargate le braccia, abbracciatevi...abbracciate tutto l'amore del mondo!

Sì aprì uno squarcio nell'addome di Josh e lui iniziò ad urlare disperatamente, vomitando tutto il suo dolore.

Un essere, che sembrava un incrocio tra una creatura marina ed un essere umano uscì dallo stomaco di Josh; iniziò a battere la coda sul pavimento, muovendosi nel lago di sangue e di interiora che si stava formando attorno al corpo dell'uomo.Josh, con l'ultimo soffio vitale che gli era rimasto, alzò per un attimo lo sguardo, osservando i fedeli estasiati di fronte a quel macabro spettacolo; inneggianti ed entusiasti.Per un attimo lo sguardò si posò sul vecchio che gli aveva parlato, i suoi occhi esprimevano pietà, e lacrime scendevano solcandogli il viso.
Il vecchio si chinò su Josh, accarezzandogli i capelli ed il volto.

- E' nato il figlio di Dio, quanti altri ancora ne dovranno nascere prima che venga raso al suolo questo campo di sterminio a cielo aperto?

Josh esalò l'ultimo respiro, il vecchio esplose in un pianto irrefrenabile.

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