Prendo il prestito il titolo di una breve opera di Jean Baudrillard, "Simulacra and Simulation", perché la mia mancanza di fantasia non mi ha permesso di trovare un titolo adeguato in tempi ragionevoli.
E proprio perchè vi ho appena parlato di questa mia mancanza (la fantasia è roba per pochi eletti, la gente comune come me ne è priva, è noto), la naturale conseguenza di questa affermazione è rappresentata da una semplice quanto ambigua conclusione: Tutto quello che leggerete in questo blog non può essere frutto di ciò di cui sono privo, perciò ci sono buone probabilità che le mie cronache dallo sprawl siano racconti di vita vissuta.
Forse non da me, magari da qualcun altro. E' irrilevante, in ogni caso.
Alla gente piace leggere o guardare cose "tratte da una storia vera". Francamente non ho mai capito perché ma ho deciso di adeguarmi a questo trend.
Perché "dallo sprawl", queste mie cronache? Perchè lo sprawl è la periferia metropolitana dove è più semplice incontrare i cowboy del cyberspazio, gli emarginati, i trafficanti di illusioni in pillole, i signori delle allegorie digitali vendute a poco prezzo...
Dove è più facile trovare appagamento da un amplesso a buon mercato, mentre il corpo -inutile orpello, lo definirei- è altrove.
Questo inutile orpello è però la nostra prigione, io ho imparato a conviverci e voi?
Insomma, parlavo dello sprawl. William Ford Gibson lo ha dipinto come meglio io non potrei mai fare, quindi se proprio avete voglia di sapere di cosa si tratta leggete la sua trilogia del cyberspazio:
Neuromancer
Mona Lisa Overdrive
Count Zero
Non necessariamente in questo ordine, anzi preferibilmente non in questo ordine.
Io non sono qui a darvi lezioni sul cyberpunk, non sono qui per nessun motivo a dire il vero. Questo blog raccoglierà un po' di pensieri che vagano nella rete, miei, di qualcun altro, alcuni anche senza una fonte. Ma è tutto vero, credeteci.
Vero quanto è vero un ritratto di voi stessi, vero quanto è vera la vostra immagine riflessa in uno specchio. Vero quanto può esserlo un significante orfano del suo significato. Quindi molto, a mio parere. O magari per niente.
I riferimenti saranno dichiarati, il plagio un obiettivo da perseguire e non una vergogna dalla quale rifuggire.
Regalo ai miei lettori (e siete già tantissimi, anche se ancora non lo sapete) frammenti di una rosa olografica, sperando che sia un dono gradito. E non vi prendo per mano per accompagnarvi nei labirinti che si snoderanno davanti a voi da ora in poi. Non amo il contatto fisico, solo per questo, ma fate finta che lo stia facendo.
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